ANCHE IL MIO GATTO NERO AVEVA ' L'ANIMA '
AL MIO GATTONERO-ZOPPINO-SCHEGGIA- ALIAS "N'AVE TRE MA TALE' COME FURRIA"
SICILIANO- TRADUZIONE " NE HA TRE-DI ZAMPE- MA GUARDA COME CORRE"
Io nn voglio scrivere qst storia, nn ne ho proprio nessuna intenzione.....
NON DEVO SCRIVERE NULLA......
MA LE MANI CORRONO INDIPENDENTI SULLA TASTIERA....COME SE AVESSERO VITA PROPRIA...
DANDO VITA AI RICORDI....
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SARA' LO SPIRITELLO DEL GATTONERO?
"LIBERAMI, RACCONTAMI......
RACCONTA IL NS AMORE... LA SIMBIOSI....
FA KE QST STORIA SIA SCRITTA...
COSI' SARA' COME SE FOSSI ANCORA VIVO, VICINO A TE, PER SEMPRE...
TUTTO E' POSSIBILE ....NEI SOGNI.....
LASCIAMI VIVERE LEGGERO NEL RICORDO.....
.....NON PIU' CUPO
SOLO INTRISO DI DOLCE NOSTALGIA......
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LA NOTTE DEL 18-1-2008 SI E' POSATO IL GELO SULLA MIA ANIMA..
Il mio gattonero stava morendo....Il veterinario mi disse....nn possiamo fare nulla..è ALLA FINE
se vuoi lo sopprimo.....ne ha per poco...ma nn sta soffrendo....
Allora no, se nn soffre....
No, lo porto a casa...
Quella notte è scolpita come un punta di ghiaccio nei miei ricordi.....
LA LANCETTA SCANDIVA I MINUTI.....LE ORE...
Il micionero posato nella sua cesta, a fianco a me,....ormai esanime...gia' le
zampine diventavano fredde....
ATTENDEVO INERTE KE IL SUO RESPIRO CESSASSE....E STRANAMENTE... ERA COME SE MANCASSE
IL RESPIRO ANCHE A ME...ED ERO GELATA....PROPRIO COME LUI....
"CHE DIAMINE ....E' SOLO UN GATTO.....C'E' BISOGNO DI FARE COSI'?"
VERO....PROPRIO VERO.....
ALLE 4,10 SE N'ERA ANDATO....E MENTRE LA SUA """ANIMA""" (sn convinta di qst) VOLAVA VIA
QLC IN ME SI PIETRIFICAVA.....
"BENE... ADESSO POSSO RESPIRARE....E' FINITA.....
NO....NON STO SOFFRENDO....PENSAVO PEGGIO...."
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Infatti mi sentivo cosi' bene...per 15gg tutto è filato liscio...TUTTO A POSTO. OK.
Senonche' da un momento all'altro.......BUIO...NEBBIA...nn ricordavo nemmeno piu' chi
fossi, vagavo per casa come un'automa ...faticavo a respirare e mi sentivo un
ghiacciolo, il cuore stritolato.....NON RIUSCIVO PIU' A MANGIARE NE' A DORMIRE....
LA NS DOTT. --CI CONOSCE DA ANNI ORMAI-- DOPO UN'ATTENTO ESAME E UN'ORA DI
CHIACCHIERE VARIE--MENO MALE E' ANCHE PSICOLOGA :-)))))---
tranquillizzo' me e tutta la famiglia...."TRANQUILLI, NN E' DEMENZA SENILE PRECOCE(fortuna:-))
è solo per la serie
"SOMATIZZIAMO TUTTO, PROPRIO ALLA PERFEZIONE ED ANCHE IN
DIFFERITA"
IN PRATICA UN'ATTACCO DI PANICO PROLUNGATO!!!!
CAPITO CHE SCHERZI RIESCO A FARMI?
Forse se avessi scritto come mi sentivo da subito, mi sarei risparmiata certe
sofferenze....
MA NN E' MAI TROPPO TARDI, E ALLORA,
RIMPIANTO COMPAGNO DI VITA....... COSI' SIA'.......................
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La storia è lunga e la posto nel sito adatto, dove ho scoperto possibile far rivivere almeno nel
ricordo chi ci è stato caro.
http://it.unitedcats.com/cat/scheggia/blog
Una ninna-nanna, ma con una storia complessa ed emozionante (almeno per chi ama le tradizioni popolari della propria e di altre terre). La riduzione a ninna-nanna (o comunque a canzone genericamente "per bambini", a filastrocca, ecc.) è tipicissima della limatura operata dalla tradizione orale rurale su testi nati per narrare dei fatti assai differenti, spesso con l'innesto di tratti che non è errato definire mitologici e che si rifanno a tradizioni già spente da millenni, ma tramandate di bocca in bocca perdendo i connotati originari ma mantenendo, per così dire, una flebile e celata eco.
E' il caso della "Ninna nanna di Barberino", in cui, ad un certo punto, come si vedrà dal testo, ci sono le "tre spose" (una delle quali fila, l'altra che annaspa e la terza che confeziona un cappello) che "nascondono" chiaramente il mito delle tre Parche, di origine probabilmente preindoeuropea e che ben trova posto in un componimento che doveva essere, in origine, una canzone che narrava un tragico fatto di guerra.
La nozione di "canzone più antica" è chiaramente labile in una canzone popolare. Nessuno la ha "scritta" e la sua attestazione è molto più tarda dei fatti che vi sono narrati o di cui vi si trova eco. Ma, nella fattispecie, nella canzone si fa menzione ad una "battaglia" tra Barberino val d'Elsa e San Gimignano (la città delle torri) che ci riporta a tempi veramente lontanissimi: la guerra tra i due comuni è infatti narrata in cronache del XII secolo ed è situata dagli storici precisamente all'estate del 1114.
Durante questa guerra, condotta come spesso accade a fasi alterne e senza un vero "vincitore", le cronache parlano specificamente del fatto che i barberinesi sarebbero penetrati in San Gimignano abbattendo alcune delle torri di cui quelle attuali, e per le quali San Gimignano è famosa nel mondo, sono solo pochi rimasugli. La menzione esatta di questo fatto nella canzone ci parla quindi della sua vera origine.
La "limatura popolare" è un fatto troppo complesso per poterne parlare troppo a lungo qui dentro; una cosa che, diciamo, potrebbe davvero paragonarsi alla levigazione dei cocci di bottiglia sciabordati dalle onde del mare. A chi volesse saperne comunque di più, rimando al mio sito sulle ballate popolari anglosassoni, ed in particolare al saggio introduttivo.
E' quindi con deferenza e un po' di pelle d'oca che vado a trascrivere il testo di questa "ava", o relitto che sia, delle tradizioni toscane. Ancora viva, lo ricordo, alla fine degli anni '60 del XX secolo se una raccoglitrice brava e appassionata ha potuto ascoltarla dalla viva voce di una vecchia barberinese, forse il capolinea di una tradizione millenaria morente trasformata in una ninnananna dolcissima e dalla musica straordinaria.
Ma una ninna nanna dalla quale traspare la sua origine storica: la guerra, la fame e la povertà, ("e di pane non ce n'è un boccone"), la distruzione ("Barberino, corri corri, dettero fuoco a quelle torri").
Riccardo Venturi.